Venerdì, 03 Maggio 2013 02:43

Celebrare con il cibo

Scritto da Tato
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In uno stabile lavoravano due medici: uno era dentista, l'altro curava tutto il resto.
Il dentista era  arrabbiato perchè il dottore di sopra dava  sempre ad ogni paziente una caramella.
Lui invece evitava accuratamente ciò. Un giorno decise di affrontare la questione ed andò su.
Il dottore appena lo vide gli offrì una caramella che lui, preso alla sprovvista, accettò. Finalmente il suo cattivo umore svanì. Parlando poi amichevolmente con il suo collega  concordarono che una caramella tutto sommato non era poi così male, purché dopo ci si lavasse i denti.

Ho voluto cominciare con questa storiellina da sussidiario di terza elementare, riflettendo sul fatto che ogni festa, dalla più importante quale un matrimonio alla più semplice e ricorrente quale il compleanno, viene sempre celebrata con del cibo, decisamente più abbondante e ricco del necessario. Ciò avviene in ogni cultura e per quel che so fin dai tempi più remoti.

 

Se andiamo ad osservare nel dettaglio notiamo che quasi ad ogni festa viene associato un piatto particolare, o più di uno. A Natale è d'obbligo il panettone, in quaresima la pastiera o comunque piatti a base di grano cotto, a San Giovanni o nella festa di Sant'Antonio una pagnotta rigorosamente di farina bianca. Non entro poi nelle feste locali dove ad ogni paese corrisponde un piatto tipico che si mangia giusto un giorno all'anno.
A casa mia la vigilia di Natale bisognava, e ribadisco bisognava, mangiare almeno una decina di diversi tipi di pesce, con buona pace del digiuno penitenziale prescritto allora per la vigilia.
Un detto afferma che "a tavola non si invecchia"; certo è che si prende peso. Vuoi mettere però lo stare in compagnia, chiacchierare ridere e dimenticare per un po’ ciò che ci aspetta fuori?

Con questo discorso non intendo invitare alle abbuffate, che non servono a niente, ma a godersi i momenti dedicati al cibo con il piacere che questo ci può dare, celebrando anche con pasti che oso definire rituali momenti particolari. Mi piace invitarvi a mangiare, quando si può, in compagnia e non con l'infinita tristezza di un panino al bar su uno sgabello solitario.
So di essermi attirato addosso le ire di molti dottori a cui vorrei però offrire una buona caramella come ha fatto il dottore di sopra con il dottore di sotto.

Letto 76542 volte Ultima modifica il Venerdì, 03 Maggio 2013 03:09
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